Salita al Rifugio Sennes

bici

Parco Regionale delle Dolomiti d'Ampezzo​

itinerari biciparco

Dal centro visitatori del Felizon (1) a Podestagno, si prende la ciclabile asfaltata fino al bellissimo pianoro della Malga Ra Stua (2) per poi affrontare la salita della Val Salata (3) (segnavia 6).

La difficoltà inizia con la rampa di circa un chilometro e mezzo che sale per 300 metri di dislivello su fondo pietroso e qualche volta bisogna scendere dalla bici e andare a piedi. Poi la pendenza si fa dolce e il fondo strada migliore. Il paesaggio con distese di pini mughi e i suoni dei campanacci del pascolo indicano che ci stiamo avvicinando al Rifugio Sennes (4).

Siamo usciti dal Parco delle Dolomiti Ampezzane per entrare nel Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies nell’alta Val Badia. Il panorama offre una vista spettacolare tra la Croda Rossa, il Cristallo, il Sorapis e la Tofana.

Volendo proseguire a destra, con altri 200 metri di dislivello si raggiunge il Rifugio Biella sotto la Croda del Becco (segnavia 6). Ripartendo dal Rifugio Sennes si scende rapidamente fino a una vasta conca verde che d’estate è utilizzata come malga dove si trova il Rifugio Fodara Vedla (5) (segnavia 7) circondato da montagne meravigliose.

Si prosegue per il percorso MTB a sinistra e si rientra nel Parco Ampezzano. Si supera il Lago de Rudo (6), la conca Rudo de Sote, il bosco di Rudo con una discesa che richiede particolare cautela, il Ciampo de Crosc (7) fino a incontrare la ciclabile che ci riporta alla Malga Ra Stua e al punto di partenza.

IN EVIDENZA

Malga Ra Stua
Conca di prati e pascoli dove crescono le “ciòces”. “Ciòca” (letteralmente “Chioccia”) è il termine ampezzano usato per indicare alberi di grandi dimensioni, con la chioma densa e sviluppata su tutta la lunghezza del fusto; generalmente sono alberi di abete rosso, che crescono al centro o al margine di aree pa- scolate, e la cui chioma può espandersi in tutta la sua ampiezza e “coprire” l’area di insidenza come le ali di una chioccia.

Croda del Becco
Da questo punto è possibile ammirare una colonia di circa una decina esemplari di stambecco, ungulato di alta quota reintrodotto negli anni ’70 del secolo scorso sulle Dolomiti d’Ampezzo ad opera della locale Riserva di Caccia e che ha rischiato l’estinzione nell’800 a causa della caccia.

Ciampo de Crosc
Le sorgenti del Boite sono dislocate alla base degli altopiani carsici di Foses e Rudo. Le acque, corrodendo le rocce calcaree, hanno scavato percorsi sotterranei, inghiottitoi, pozzi e meandri, fino a sbucare alla testata della valle del Boite; suggestivo il percorso paesaggistico creato dalle acque.