Da Polesine Camerini alla Sacca di Scardovari

a piedi

itinerario

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 Da Polesine Camerini alla Sacca di Scardovari

Il primo tratto di questa escursione, percorrendo la sommità arginale dall’abitato di Porto Tolle al Ponte di Ca’ Dolfin, consente una visione elevata della vasta planarità della campagna del Delta: da un alto campi coltivati secondo rigide geometrie disegnate dai canali di irrigazione, dall’altro il Po di Venezia, fiume ormai divenuto pensile, con prevalenze idrauliche dell’ordine di qualche metro sulla campagna circostante ben visibile anche a occhio nudo.

L’isola di Polesine Camerini è percorribile perimetralmente quasi per intero stando sulle sommità arginali che la circondano. Di grande interesse naturalistico è il tratto che percorre l’ansa rettificata di Volta Vaccari e nella parte meridionale le lagune di Busa del Canarin e Busa Bastimento, vaste distese di canneti con prestigiose presenze di specie ornitiche rare ed eleganti, segni di un territorio in rapida mutazione, scanni, barene, ghebi e bonelli, figli di quell’epico costante scontro-incontro tra fiume e mare.

Tornando sulla provinciale, l’escursione prosegue verso angoli sempre più suggestivi: gli abitati di Scardovari e Bonelli con le case dei pescatori, che nelle forme più tradizionali, con i colori vivaci ed i loro camini a dado sembrano messe lì appositamente per essere fotografate. A barricata non si può fare a meno di scendere e avventurarsi a piedi nel nuovo scanno in formazione che nella sua evoluzione naturale tende sempre più a chiudere la bocca della Sacca isolandola dal mare. Qui sapienti interventi di ingegneria idraulica garantiscono il ricambio idrico e consentono la vivificazione e la coltivazione di vongole e cozze: l’oro del Delta.