Da Ca' Tiepolo al Polesine dei Sospiri

a piedi

itinerario

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Da Ca’ Tiepolo al Polesine dei Sospiri

Dall’abitato di Porto Tolle, è possibile scendendo alternativamente lungo l’argine sinistro del Po di Goro o lungo l’argine destro del Po di Gnocca (o Po della Donzella), arrivare nel punto più meridionale del Parco Veneto del Delta del Po, il Polesine dei Sospiri.

Un’attenta osservazione del vasto paesaggio agrario nella parte iniziale del percorso, vicino della grande Corte Aziendale Ca’ Vendramin, può far cogliere all’escursionista segni particolari di un passato non ancora cancellato, come il Canale di Ca’ Vendramin, ora interrato, che collegava, permettendone la navigazione, i due rami del Po. E’ ancora visibile ciò che rimane delle porte vinciane della vecchia conca di navigazione dopo il rimaneggiamento effettuato, allo scopo di utilizzarla come impianto idrovoro, alla fine dei bombardamenti della 2° guerra mondiale e definitivamente abbandonata pochi decenni orsono.

La vastità del paesaggio agrario è tale da consentire, girando semplicemente lo sguardo per 180 gradi, la visione di ciò che è avvenuto in termini di evoluzione storica e tipologica delle case rurali nel Delta: dalla grande corte-residenza estiva del patriziato veneto, alle umili abitazioni del bracciantato, che godeva, per sopravvivere, del “privilegio millenario del vagantivo”, alla casa plurifamiliare della mezzadria, alle corti con i piccoli “bassi comodi” e con la stalla dimensionata per l’effettivo numero di buoi necessari alle arature del fondo alle case della riforma agraria, ormai quasi tutte abbandonate per il ritorno alla grande proprietà terriera. Quatrocento anni di evoluzione della casa rurale del Delta osservabili contemporaneamente dallo stesso luogo.

Nel punto più meridionale del Parco è visibile, in un immagine stemperata dalla vastità dei canneti, il faro di Goro sulla sponda ferrarese del Po. E’ la zona dove regnano l’airone rosso e il falco di palude. Dopo un nostalgico passaggio sul traballante ponte di barche di Santa Giulia si arriva sull’Isola della Donzella (pare riferita all’affascinante figlia della nobile Farsetti) e successivamente alla Sacca degli Scardovari, magico specchio di mare protetto di grande interesse economico per i pescatori locali che vi praticano l’allevamento di mitili e coltivano orti di vongole. Dalla semina alla raccolta, sempre con l’acqua fino alla cintola, quasi un ritorno al tempo delle mondine ed alle risaie che i capolavori del cinema neorealista italiano ci hanno tramandato.

Di notevole interesse anche la via del ritorno verso Porto Tolle lungo il “ramo perduto” del Po di Ca’ Mello il cui tratto terminale costituisce l’attuale Oasi di Ca’ Mello in cui sono presenti manufatti idraulici che, anche in maniera curiosa come Ponte Colpi, testimoniano quali sono stati gli effetti negativi che un decennio di estrazioni metanifere ha prodotto nel territorio del Delta.