Al Lago di Fanes

bici

Parco Regionale delle Dolomiti d'Ampezzo​

Dal centro visitatori del Felizon (1), si attraversa il torrente Boite su una passerella e poi si costeggia il Ru de Fanes.

Si giunge ai soleggiati prati di Pian de Loa (2) e il tragitto da qui è in salita costante per circa 2 chilometri (segnavia 10) seguendo le indicazioni per le Cascate di Fanes Ponte Outo (3), un ponte sospeso a circa 80 metri, dal quale è stupenda la vista sulla forra di Fanes, il profondissimo e suggestivo canyon scavato dal Rio Travenanzes nel punto dove si getta nel Rio di Fanes. Da qui si possono raggiungere a piedi le cascate attraverso un sentiero ferrato non difficile. Molto suggestivo il passaggio che permette di camminare dietro la cascata.

Riprendiamo il percorso lungo il sentiero MTB e prima della deviazione per una seconda cascata, la strada ritorna quasi parallela al Rio di Fanes, che rimane sulla destra. Proseguiamo fino al piccolo Lago di Fanes (4) e infine alla staccionata che segnala il confine del Parco delle Dolomiti Ampezzane con quello di Fanes-Sennes-Braies e separa anche il Veneto dall’Alto Adige.

Qui finisce il nostro itinerario che prevede il rientro sullo stesso percorso. Volendo proseguire, il sentiero porta alla Malga Fanes Grande, al Lago di Limo, al Passo di Limo e al Rifugi di Fanes e Lavarella.

INFO PERCORSO

Lunghezza: 13 km circa
Quota massima: 1830 m
Tempo medio percorrenza: 2,5 ore
Partenza/Arrivo: Podestagno
Condizioni del percorso: sterrato
Parcheggio auto: Podestagno

IN EVIDENZA

Cascate di Fanes

Si possono contemplare dal belvedere; l’intero corso del Rio Fanes è spettacolare per la grande portata idrica e per il succedersi continuo di salti e rampe rocciose sul fondo dell’alveo. Importanti le presenze faunistiche: il gufo reale (Bubo bubo), che nidifica su pareti umide e ombrose e il picchio muraiolo (Trichodroma muraria) dallo sgargiante piumaggio grigio-rossastro.

Ponte Outo

Luogo legato ad una leggenda del XV secolo che narra di un giovane nobile cavaliere della Valle di Marebbe innamorato di Simonia, figlia del castellano di Botestagno. La relazione era malvista dagli Ampezzani che tendevano frequenti insidie al nobile, puntualmente eluse. Decisero così di abbattere il ponte, ma il giovane, accortosi della trappola, spronò il suo cavallo e spiccò il salto sulla balza opposta sottraendosi ai suoi persecutori.

Pian de Loa

In questo tratto del percorso si possono ammirare diverse varietà di orchidee dolomitiche, varietà dovute agli svariati tipi di habitat che creano “nicchie ecologiche” per specie diverse e maggiore biodiversità. Tra le diverse specie la più importante del Parco, per bellezza e rappresentatività, è la Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus).